giovedì 12 settembre 2013

L'ortodonzia
E' quella branca dell'odontoiatria che si occupa di prevenzione, diagnosi e tattamento delle malposizioni dei denti e delle ossa facciali.
I princiaple obiettivi del trattamento ortodontico sono:
  • allineamento corretto dei denti
  • salute dei denti e del loro apparato di sostegno
  • funzione masticatoria effieciente
  • buona estetica del viso
  • stabilità nel tempo dei risultati ottenuti

Qual'è la causa delle malocclusioni?
Fattori ereditari:
  • affollamento dentario
  • diastemi interdentali (spazio tra i singoli denti)
  • denti soprannumerari (denti in più rispetto al numero normale)
  • agenesie (mancanza di alcuni elementi dentali)
  • prognatismo: iposviluppo della mandibola associato o meno ad ipersviluppo del mascellare superiore

Quando fare una visita dall'ortodonzista?
Consigliamo di effettuarlo dai 3 ai 6 anni, quando tutti i denti da latte sono ancora presenti in bocca. Questo con lo scopo di "intercettare" eventuali disarmonie dentali e/o scheletriche che se non corrette in fase di crescita, difficilmente possono essere risolte più tardi. Una visita in età precoce diventa inoltre importante per verificare lo stato di salute dentale e le corrette procedure di igiene orale.

Il trattamento ortodontico
La necessità di intervento varia a seconda dell'età del bambino e del suo sviluppo. La dentatura è in continua evoluzione e per questo motivo la valutazione ortodontica deve essere ripetuta ad intervalli periodici.

In presenza di queste situazioni è consigliabile portare il bambino ad un controllo ortodontico:
  • precoce o tardiva perdita dei denti
  • difficoltà nel masticare o nel chiudere la bocca
  • problemi respiratori
  • succhiamento del dito o altre abitudini orali viziate
  • affollamento dentale (denti amlposizionati)
  • mascellari che deviano nella chiusura
  • difficoltà nel parlare
  • denti sporgenti
  • trauma masticatorio delle guance o del palato
  • disarmonia facciale
  • serramento o digrignamento dentale
  • rumori nell'articolazione della mandibola


La visita rappresenta il momento irrinunciabile per poter una diagnosi ortodontica.
Se la valutazione clinica non ravvisa alcun tipo di anomalia l'ortodonzista può decidere di rivedere il bambino negli anni successivi per verificare nel tempo il corretto sviluppo della dentatura e l'entità e direzione di crescita delle strutture scheletriche del complesso cranio-facciale. In alcuni casi può richiedere ugualmente una radiografia delle arcate dentarie (ortopantomografia o tomografia computerizzata cone beam), per verificare presenza e posizionamento degli elementi permanenti non ancora erotti. In questa occasione, l'ortognatodontista deve comunque fornire utili consigli per l'igiene orale e la prevenzione delle affezioni del cavo orale.
Nel caso si evidenzi una situazione anomala si procederà con un'accurata analisi strumentale al fine di elaborare un piano di trattamento personalizzato. Lo studio del caso si varrà dell'ausilio di modelli in gesso delle arcate dentali, di fotografie (dentali e facciali) e di radiografie dei denti e del cranio.
Dopo tale analisi si potrà decidere di intervenire immediatamente (trattamento intercettivo veloce) oppure tenere sotto osservazione il paziente per un trattamento più tardivo (controlli ogni 3/6 mesi).
nel caso decida di intervenire immediatamente, lo specialista potrebbe proporre una seconda fase di dentizione mista tardiva o permanente. In molti casi un intervento precoce raggiunge un risultato che non è possibile ottenere dopo che la crescita è ultimata. In rari casi, ma pur sempre presenti, si può rendere necessario un intervento del chirurgo maxillo facciale; si tratta di situazioni in cui il difetto di crescita assume aspetti particolarmente gravi.


Perché fare un trattamento ortodontico?
La conformazione delle ossa mascellari e dei denti, influenza direttamente la posizione delle labbra. Ogni genitore desidera un bel sorriso per il proprio figlio, come per se stesso, ed ognuno ha il diritto di avere una bocca sana.
Con la bocca comunichiamo costantemente, esprimendo i nostri stati d'animo e sentimenti. La piacevolezza del viso è inoltre importante per avere fiducia in se stessi e per l'autostimarsi. Chi non si piace e si sente poco attraente, a causa dei denti storti o di un profilo non armonico, tende a coprire la bocca quando parla, esita a sorridere e cerca di nascondere costantemente la sua immagine. In questo senso correggere una malocclusionepuò dare dei vantaggi sociali, professionali e migliorare l'atteggiamento di un individuonei confronti della vita.
Non solo, ci sono molti altri vantaggi nel fare un trattamento ortodontico:
  • semplificare o ridurre i tempi di un trattamento tardivo
  • promuovere una corretta attività masticatoria
  • ridurre la suscettibilità e l'incidenza delle carie dentali
  • prevenire affollamenti gravi e mancate eruzioni dentarie
  • prevenire i traumi dentari (giochi, sport...)
  • evitare l'insorgere di lesioni dell'apparato di sostegno (parodonto)
  • prevenire ed eliminare attività respiratorie anomale
  • eliminare le abitudini viziate (succhiamento del dito...)

Esempio di trattamento ortodontico su un nostro paziente:
                     
FOTO INIZIALE
     
 FOTO FINE TRATTAMENTO

FOTO INZIALE

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FOTO FINE TRATTAMENTO

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mercoledì 11 settembre 2013

SORRISO DA STAR GRAZIE ALLE FACCETTE IN CERAMICA

Dopo un attenta analisi estetica ed il MOCK UP si inizia la "RISTRUTTURAZIONE" del sorriso tramite le faccette in ceramica.

Le FACCETTE IN CERAMICA, sono dei sottili gusci applicati alle superfici esterne dei denti


. Si utilizzano su un dente fondamentalmente sano ma con problemi estetici quali:
  • Discromie, macchie permanenti o colori non chiari, che non possono essere migliorate con lo sbiancamento.
  • Otturazioni con difetto di colore.
  • Denti con anomali di forma, ad esempio la forma conoide.
  • Denti che presentano difetti dello smalto.
  • Denti abrasi, quale risultato di processi erosivi come il bruxismo.
  • Denti con anomalie di posizione: 
  • denti ruotati o disallineati
  • linee interincisive spostate
  • embresure scorrette
  • linee del sorriso in controtendenza rispetto alla linea dei denti
  • corridoi laterali vuoti ed/o in contropendenza.













martedì 10 settembre 2013

ESTETICA DEL SORRISO: IL MOCK UP


CHE COS'E' IL MOCK UP?
Con il termine MOCK UP, si intente un modello dimostrativo, un oggetto che assomiglia all'originale e che deve dare un'idea visiva, anche molto dettagliata.
In odontoiatria, il MOCK UP è l'espressione che si usa per indicare una "previsualizzazione estetica" delle variazioni di forma, posizione e colore dei denti; un'anteprima din un NUOVO SORRISO creato appositamente per il paziente. Tale anteprima viene poi utilizzata per valutare, modificare dettagli ma soprattutto per capire l'esatta predizione della realizzazione definitiva del lavoro.

Presso il nostro studio, si effettuano tre tipi di MOCK UP prima di poter iniziare il lavoro vero e proprio sul paziente.
  1. MOCK UP DIGITALE: grazie a software informatici specializzati in elaborazione dell'immagine (fotoritocco), diamo al paziente una PREVIEW su schermo in modo tale da poter capire immediatamente come predisporre il lavoro sucessivo.
  2. MOCK UP DIRETTO: il dentista sottrae/aumenta forma e colorein modo REVERSIBILE, e senza danneggiare le superfici naturali dei denti direttamente sul paziente.
  3. MOCK UP INDIRETTO PROVVISORIO: dopo aver preso delle impronte e prodotto un modello di gesso, su questo viene plasmata una cera con la forma della nuova sagomatura dei denti, su questa viene successivamente stampata una mascherina che il paziente indosserà direttamente sui suoi denti per valutare accorgimenti e verifiche da fare.

FOTO SX: SORRISO PRE MOCK UP
FOTO DX: SORRISO AFTER MOCK UP


SORRISO PRE MOCK UP
SORRISO POST MOCK UP


www.studio-dentistico-dario-dott-del-ben.it/estetica-del-sorriso/

giovedì 5 settembre 2013

La malattia parodontale


LA MALATTIA PARODONTALE
UN PROBLEMA DI GRANDE RILEVANZA,
NON TENUTO IN ADEGUATA CONSIDERAZIONE


I BATTERI DELLA PLACCA SONO
I RESPONSABILI DELLA MALATTIA
PARODONTALE.
Le malattie parodontali causano gravi menomazioni funzionali, fonatorie ed estetiche e sono la causa principale di perdita di denti negli adulti.  Sono causate da alcuni batteri specifici che provocano un intensa risposta  infiammatoria locale e colpiscono con particolare gravità soggetti suscettibili per ragioni legate alla genetica e agli stili di vita (ad esempio il fumo e le abitudini all’igiene orale domiciliare).
Alcune malattie sistemiche, come il diabete non controllato, possono aumentarne il rischio di sviluppo e progressione .

Recentemente, oltre alle ovvie considerazioni sulle gravi alterazioni e menomazioni per la salute ed il benessere orale, si è notato che le parodontiti possono provocare cambiamenti a livello dell’intero organismo. Numerosi studi clinici e sperimentali hanno evidenziato la presenza di una forte associazione fra le parodontiti e alcune malattie sistemiche, in particolare malattie cardiovascolari (ictus, coronaropatie, ecc.), diabete, patologie polmonari, disbiosi intestinale e complicanze della gravidanza.


 Una corretta igiene orale può migliorare lo stato di salute di tutto l’organismo. 





mercoledì 4 settembre 2013

Il nostro personale

Il Dentista Pordenone: Odontoiatra Dario Dott. Del Ben

Il personale

Scoprite il personale dello Studio Studio Dentistico Dario Dott. Del Ben di Pordenone.
Dott. Dario Del Ben
Nato il 22 febbraio 1966 a Pordenone.

Laurea: Odontoiatria e Protesi Dentaria - Università di Trieste, 25 marzo 1991

Settembre 2010: corso post laurea "Division of Continuing Education" -Boston University- 

Marzo 2011 /Dicembre 2011: "Stage in Implantology & Oral Rehabilitation" -New York University-

Maggio 2013: Post graduated @ Master NY University

Si occupa prevalentemente di implantologia, parodontologia ed ortodonzia.
Dott.ssa Michela Manfrini
Nata a Pordenone l' 11 luglio 1981.

Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria - Università di Trieste - nel 2005

Ha partecipato a numerosi corsi di formazione in endodonzia, conservativa parodontologia e protesi dentaria.
Dott. Alberto Bravo
Nato il 09/06/1988 a Pordenone.

Laurea: Igiene Dentale - Università di Trieste - 2010

Ha frequentato corsi post laurea ECM

Tutto il personale:

Sig.na Gina Bertagno
da molti anni assiste il Dott. Del Ben e gestisce con ottime capacità il lavoro interno allo studio. Ha seguito numerosi corsi di Primo Soccorso, Anticendio e di Work Safe. Nel maggio 2013 ha inoltre conseguito il diploma di “New Approaches in Patients Clinical Management" c/o New York University.

Sig.na Marica De Piero
Si occupa prevalentemente dell'amministrazione dello studio. Inoltre segue il paziente nella gestione delle eventuali pratiche di rimbosrso con assicurazioni private (Fasi, cassa Artigiani ecc.). Gestisce il sito internet, i supporti informatici. Specializzata in"Inta Oral Photography", scatta, archivia e cataloga le foto dei pazienti e degli interventi. Ha frequentato il corso di Work Safe ed ottenuto il diploma  “New Approaches in Patients Clinical Management" c/o New York University nel maggio 2013.

Sig.na Michelle Barbot
Assistente alla poltrona, si occupa prevlentemente della preparazione delo studio e della sterilizzazione dei ferri.

lunedì 15 luglio 2013

Filo Interdentale - Come si usa?

Che cos’è il filo interdentale?

Nella battaglia contro carie ed infezioni dei denti, l'utilizzo adeguato del filo interdentale aiuta indubbiamente a preservare la piena salute dei denti, rimuovendo in profondità i residui di cibo e lo strato colloso di placca incuneato tra i vari elementi dentali.
Filo Interdentale, Come si usa?Il filo interdentale dev'essere utilizzato sempre in associazione a spazzolinodentifricio e colluttorio, altri importantissimi (ed insostituibili) strumenti dell'igiene dentale domiciliare.

Quando utilizzare il filo interdentale?

Che il filo interdentale si debba utilizzare almeno una volta al giorno e preferibilmente alla sera è oramai risaputo. Ciò che desta ancora qualche perplessità è in quale momento utilizzarlo. A tale proposito, il pensiero degli esperti si divide in due:
  • Alcuni autori consigliano di passare il filo tra i denti prima della spazzolatura con spazzolino e dentifricio: il filo, rimuovendo placca e residui di cibo annidati tra i denti, permette ai principi attivi della pasta dentifricia (es. fluoro o agenti sbiancanti) di raggiungere anche le fessure interdentali.
  • Altri specialisti suggeriscono di utilizzare il filo solo dopo aver spazzolato i denti: così facendo, partendo dal presupposto che lo spazzolino abbia già rimosso un certo quantitativo di sporco, viene facilitata l'azione del filo interdentale.
Ad ogni modo, ciò che conta veramente non è tanto l'utilizzo del filo interdentale prima o dopo la pulizia con lo spazzolino, quanto piuttosto un'adeguata modalità d'uso ed un costante impiego dello stesso. Vediamo, dunque, come si utilizza correttamente il filo interdentale.

Modo d'uso

Per sfoggiare un sorriso invidiabile e denti sani e forti, è importante - nonché indispensabile - dedicare quotidianamente e più volte al giorno alcuni minuti del proprio tempo alla pulizia dei denti. Se lo spazzolino dovrebbe essere utilizzato almeno tre volte al giorno ed immediatamente dopo i pasti, il filo interdentale può essere passato tra i denti anche solo una o due volte nell'arco della giornata.
  • È bene ribadirlo ancora una volta: ciò che è importante è utilizzare regolarmente il filo in modo adeguato.
Di seguito sono riportate per punti le principali regole per un utilizzo impeccabile del filo interdentale:
  1. Tagliare un segmento di filo interdentale (aiutandosi con l'apposita lima inserita nel contenitore del rocchetto) della lunghezza di 30-40 cm
  2. Avvolgere entrambe le estremità del filo interdentale attorno al dito medio (si consigliano due giri), afferrando il filo teso con i pollici e gli indici
  3. Premere delicatamente il filo sulla sottile fessura interdentale, avendo cura di tenerlo teso e ben saldo
  4. Successivamente, abbracciare il dente con il filo formando una sorta di C. Far scivolare il filo verso il basso (verso l'estremità della corona del dente), imprimendo sempre un certo attrito fino a pulire il dente anche al di sotto del margine gengivale. Così facendo, il filo interdentale agisce come una lama, "tagliando" e rimuovendo la placca.
Il movimento dev'essere deciso ma nel contempo delicato per evitare di lesionare od irritare la gengiva. Ricordiamo, inoltre, che ogni volta che s'inserisce il filo in uno spazio interdentale, le superfici da pulire sono due; pertanto, è necessario passare il filo in entrambe le parti.
  1. Ogni qualvolta si estrae il filo per pulire il dente successivo, è indispensabile utilizzare una parte pulita del nastro.
  2. Ripetere la procedura in tutti i denti. Si suggerisce di iniziare a passare il filo interdentale a partire dai denti posteriori, terminando con i molari del lato opposto.
  3. I denti posteriori (primi e secondi molari e, se presenti, denti del giudizio) possono causare qualche difficoltà durante l'igiene con il filo interdentale. Nel caso la pulizia fosse particolarmente complicata a causa, per esempio, di affollamento dentale o denti storti, è possibile ricorrere all'ausilio di strumenti differenti - come le forcelle tendifilo od il filo interdentale vibrante - che permettono di facilitare la manovra.
Dopo aver pulito tutti i denti con il filo interdentale, si suggerisce di sciacquare abbondantemente la bocca con il colluttorio, meglio se arricchito in fluoro. Il colluttorio, oltre a rinfrescare la bocca, migliorare l'alito e rinforzare lo smalto dentale, favorisce l'eliminazione dei frammenti di placca o cibo rimossi con il filo.


http://www.my-personaltrainer.it
Il Dentista Pordenone


giovedì 11 luglio 2013

COME SI PULISCONO I DENTI?

COME SI PULISCONO I DENTI?

  • Come si spazzolano i denti?

Ci sono diverse tecniche di spazzolamento, ognuna più adatta ad un tipo di bocca o di 
problematica, ma una tecnica semplice è indicativamente buona un po’ per tutti:

tieni lo spazzolino a 45 gradi rispetto all'arcata e parti dalla gengiva, spazzola seguendo 
la lunghezza del dente venendo verso le cuspidi (punte). In questo modo dovrai spazzolare 
l’ arcata superiore dall'alto al basso ,e l’ inferiore dal basso verso l’alto.
Completa la pulizia spazzolando le superfici masticanti.


  • Per quanto tempo?

Almeno due minuti


  • Pulisce meglio lo spazzolino elettrico o il manuale?

Se utilizzati nel modo corretto è stato valutato che lo spazzolino elettrico rimuova più 
placca.
Ma se uno compra lo spazzolino elettrico pensando di fare meno fatica o metterci meno 
tempo , vorrà dire che spazzolerà peggio e non servirà molto il cambiamento.


  •  Ogni quanto va cambiato lo spazzolino?

Ogni due tre mesi , quando vedi che le punte delle setole sono rovinate.
Alcuni spazzolini hanno l’ indicatore colorato.
Se devi cambiare lo spazzolino più spesso perché si rovina subito , allora vuol dire che 
spazzoli con troppa violenza: attenzione perché anche i denti si rovinano!