mercoledì 6 novembre 2013

Perché e come si esegue la devitalizzazione di un dente


LA DEVITALIZZAZIONE DI UN DENTE / CURA CANALARE




Viene eseguita in anestesia locale, attraverso strumenti appositi (lime canalari, ovvero "file" endodontici) che alesano il canale o i canali radicolari, eliminando il loro contenuto di vasi e nervi fino all'apice del dente, e sigillando infine tutto il decorso canalare con appositi cementi, e un materiale biologicamente non attivo (sterile, inerte, non riassorbibile) usato come riempitivo canalare, in genere la guttaperca calda, una resina naturale termoplastica; ovvero, BioCalex. Il BioCalex (più noto come Endocal 10) è utilizzato dagli anni '70, è una soluzione di ossido di calcio (aggiunto di ossido di zinco in acqua distillata e glicol-etilene) che ha i vantaggi di reagire e trasformarsi in idrossido di calcio e di solidificare in espansione, assicurando una maggiore chiusura che arriva a sigillare fino ai tubuli interni della dentina (diversamente dalla Guttaperca che non aumenta in volume e si applica ai tre o quattro canali che irrorano il dente di sangue).
Se eseguita in modo biologico, sono previsti una fase di lavaggio specifico per la rimozione dei metalli e minerali che ostruiscono i canali secondari e i tubuli, e l'utilizzo di idrossido di calcio (terapia ocalessica) per cementare, e di guttapercha senza metalli come riempitivo. Fra le metodiche di lavaggio e disinfezione: l'isolamento con diga di gomma per evitare la formazione di nuovi batteri (in particolare dalla saliva), iniezioni di ipoclorito di sodio (potente battericida), gli ultrasuoni intraradicolari e/o il nichel-titanio (strumenti rotanti azionati da manipoli elettrici).
Prima di chiudere il dente, per verificare che il riempitivo aderisca a sufficienza si verifica un eventuale gioco-luce per i singoli canali con rivelatore d'apice sensibile al decimo di millimetro, infine una seconda rx di controllo.
Spesso sono combinate queste tecniche, in particolare i bagni di ipoclorito e gli attrezzi al titanio; in alternativa, si utilizza la tecnica canalare laser assistita.
Il calore del laser è utilizzato per vaporizzare l'ipoclorito dei sodio e sterilizzare il dente, "bruciando" i residui organici e di batteri. Il laser può essere eseguito al termine di una o più delle altre tecniche citate (devitalizzazione laser assistita), oppure in alternativa a queste subito dopo i bagni di ipoclorito di sodio (devitalizzazione laser).
Terminata la sigillatura dei canali, il dente può essere richiuso in vari modi: otturazione in materiale composito, ricostruzione con l'aggiunta di porcellana, inserimento di una capsula (con eventuale perno). La capsula viene applicata per garantire una maggiore resistenza alla pressione e una maggiore durata della devitalizzazione (soprattutto rispetto al rischio di rotture verticali del dente che difficilmente sono rioperabili e richiedono in genere l'asportazione).
In base alla quantità di dente che è stato necessario fresare per raggiungere i canali, se la quantità residua di dente non è sufficiente a garantire la solidità dell'otturazione, viene prima inserito un perno, sul quale andrà fissata la capsula. Il materiale del perno varia a seconda di quello prescelto per la capsula (fra le migliori quelle in oro-ceramica): perni in fibra di vetro/zirconio (colore bianco, per ricostruzioni estetiche), fibra di carbonio (colore nero), oppure oro. Altri materiali usati per le capsule sono la ceramica aggiunta di zirconio, oppure capsule sempre di ceramica con anima interna di metallo.
La rimozione di metalli e minerali è importante perché, se i canali del dente non sono completamente chiusi, i residui organici (minerali, polpa del dente, rimanenza di umidità non adeguatamente eliminata dopo il lavaggio e la disinfezione) non rimossi durante la devitalizzaizone diventano il nutrimento di colture di batteri che proliferano nel dente devitalizzato, e producono tossine anaerobiche di origine batterica.
Secondo alcuni specialisti, non si tratta di un'eventualità improbabile, in quanto la chiusura dei canali principali delle radici, per quanto bene eseguita, non è in grado di estendersi ai numerosi e piccolissimi sottocanali che si dipartono da questi alla radice del dente, dove permangono batteri e residui organici, con formazione di tossine[1].
In questi casi, si forma un granuloma dentale nella parte terminale della radice, all’altezza del foro dove passano i nervi e i vasi sanguigni che nutrono il dente. Il tessuto di granulazione ha dimensioni che variano da quelle di una lenticchia a quelle di un pisello. A volte si presenta alla solita altezza, insieme ad una fistola gengivale, un'area di 1-2 mm rossa con al centro una zona purulenta o sanguinante. Il granuloma originato da un dente devitalizzato è silente e asintomatico per anni, identificabile con radiografie periodiche, più raramente dà luogo all'apice della radice a dolore lieve (parodontite periapicale cronica), o a dolore acuto (presenza di gonfiore della guancia, e resistenza agli analgesici).
Spesso è necessario ricorrere alla devitalizzazione di un dente quando una carie raggiunge il nervo (con rischio di ascesso se non trattata) e causa un dolore persistente, o quando si è costretti a limarlo per usarlo come pilastro di un particolare lavoro protesico (corona a giacca). Tale procedura assicura, con le tecniche "attuali" e se eseguita correttamente, la scomparsa del dolore e la sopravvivenza del dente trattato per lungo tempo.
Il dolore al dente cessa una volta asportato il nervo. Privato della polpa, il dente tende a disidratarsi e di frequente a rompersi sotto il carico della masticazione. In questi casi, occorre ricoprire il dente devitalizzato con una corona protesica (comunemente detta capsula).
Gli antibiotici hanno efficacia in presenza di un ascesso, ovvero di fuoriuscita di batteri e tossine nella gengiva e denti circostanti. Nulla possono contro il granuloma, che non è raggiungibile nemmeno dalle difese immunitarie, posto all'interno di un dente privo di vita.

martedì 5 novembre 2013

CHE COS'E' UNA CAPSULA?

La CAPSULA è il termine in cui viene definito un manufatto protesico dentale, a forma di guscio e riveste un dente dopo che questo è stato opportunamente limato per garantirgli una maggiore resistenza ai carichi masticatori.

I denti che vengono incapsulati sono solitamente indeboliti da grandi carie o devitalizzazioni, oppure sono necessari come pilastri di un ponte; la preparazione del dente consiste nel rimuovere, limando con più frese diamantate gli strati più esterni del dente, per uno spessore pari a quello che avrà la capsula protesica.

Il materiale di cui è fatta una capsula è solitamente una lega metallica (acciaio cromo-cobalto-molibdeno, leghe preziose a base di oro o platino oppure zirconio) per l'armatura interna, che conferisce la funzione di protezione al dente, e ceramica per il rivestimento esterno, che ha lo scopo di dare un'estetica accettabile e fornire una superficie di masticazione con caratteristiche di durezza simili a quello dello smalto; altre composizioni prevedono la ceramica integrale, la resina integrale (per le capsule provvisorie), oppure resina o composito su armatura metallica.



martedì 29 ottobre 2013

Come può cambiare un sorriso!

Con questo caso vogliamo sottolineare l'importanza di portare fin da piccoli i bambini dal dentista, per prima cosa per abituarli all'immagine del professionista e per essere motivati nell'igiene, in secondo luogo per poter prevenire o per correggere nei tempi giusti problematiche che in età più adulta non si potrebbero risolvere.




















 







 www.ildentistapordenone.it


lunedì 23 settembre 2013

Festa in Borgo!

Domenica 06/10/2013 venite a trovarci c/o il nostro stand! Ci saranno laboratori per bambini e colorati omaggi! 




mercoledì 18 settembre 2013

PEPPA PIG DAL DENTISTA!

A volte è difficile spiegare ai propri bimbi che è importante avere cura dei denti e della propria igiene personale, come è altrettanto difficile rendere rassicurante e divertente la figura del dentista. 
Peppa Pig sarà sicuramente una vostra ottima alleata! Buona visione:




lunedì 16 settembre 2013

RICOSTRUZIONE ESTETICA DEI FRONTALI

RICOSTRUZIONE ESTETICA FRONTALI

La ricostruzione estetica o dental bonding è una procedura di odontoiatria estetica che, con estrema efficacia e velocità, ci permette di migliorare la forma irregolare di un dente, correggere macchie permanenti, chiudere gli spazi tra i denti o ripristinare la forma di quelli scheggiati.
Tale tecnica consite nell'aggiunge uno strato di composito sui denti modellandolo fino ad ottenere la forma desiderata.
Il composito, che è una resina altamente micro-riempita di particelle di quarzo e di silice, viene “polimerizzata” con l’ausilio di un fascio di luce ultravioletta, raggiungendo un elevata durezza.
Inoltre, poiché il composito si presenta con tutta una serie di sfumature di colore, possiamo scegliere quello che meglio si armonizza con il dente. Questo conferisce al dente un impercettibile, ma sostanziale miglioramento.
RICOSTRUZIONE ESTETICA FRONTALI -PRIMA-
RICOSTRUZIONE ESTETICA FRONTALI -DOPO-

venerdì 13 settembre 2013

Bimbi, 10 regole per dentini sani!

BIMBI, 10 REGOLE PER DENTINI SANI.

1. Pulisci con una garza imbevuta d'acqua le gengive dei neonati che non hanno ancora i denti, dopo ogni poppata.

2. Appena spuntano i denti da latte, puliscili con una garza umida o un dito di gomma. Quando il bimbo è un po' cresciuto, abitualo a lavarli con uno spazzolino morbido dopo ogni pasto. 

3. Da uno a DUE anni è il genitore che deve lavare i denti al bimbo, usando uno spazzolino morbido a testina piccola e spazzolando dalla gengiva verso il dente, almeno 5 volte. Dai 3 ai 6 anni il bimbo può prendere in mano lo spazzolino, ma è bene che l'adulto sia sempre presente e dia almeno una «spazzolata» ai denti. Fino ai 6-7 anni i bambini fanno fatica a pulire bene anche i molari più arretrati. 

4. Dai sei mesi ai tre anni è bene dare al piccolo un supplemento di fluoro se l'acqua che beve non contiene più di 0,6 parti per milione di fluoro (quasi ovunque, solo nelle aree vulcaniche le concentrazioni possono essere maggiori).

5. Dai tre ai sei anni si può utilizzare due volte al giorno un dentifricio a basso contenuto di fluoro (500 ppm): la giusta quantità di pasta da spremere sullo spazzolino è pari alla grandezza di una lenticchia. Attenzione a non esagerare, per evitare il rischio di fluorosi.

6. Dopo i sei anni si passa a un dentifricio ricco di fluoro (1000 ppm) due volte al giorno .

7. Per ridurre il rischio di carie, si possono «sigillare» i solchi di premolari e molari, attraverso una speciale vernice che li rende resistenti ai batteri. L'operazione è indolore e va fatta entro due anni dalla comparsa del dente. Va controllata ogni 6-12 mesi. 

8. Niente zucchero o altre sostanze dolci sul ciuccio! Il succhiotto, in ogni caso, va levato entro i tre anni, per ridurre il pericolo di malocclusioni. 

9. Da evitare i biberon di bevande zuccherine se poi non è possibile lavare i denti. Niente camomilla zuccherata per favorire la buonanotte, quindi. 

10. Al di fuori dei pasti è bene limitare bevande o cibi che contengono carboidrati semplici come lattosio, saccarosio o maltosio.