venerdì 22 maggio 2015

L'ALLUNGAMENTO DI CORONA

CHE COS'E' UN ALLUNGAMENTO DI CORONA?
A volte può succedere che un dente si possa cariare così tanto da distruggere gran parte della sua porzione visibile. In questi casi non è possibile ripristinarlo con una capsula in quanto il moncone risulta essere troppo corto.
Grazie all'allungamento di corona, un semplice intervento locale, si riesce a recuperare più spazio in modo tale da poter utilizzare il dente come pilastro per reggere la capsula.

IN CHE COSA CONSISTE L'INTERVENTO?
Consiste nell'aprire un lembo, togliere una determinata quantità di osso e riposizionare la gengiva più in alto rispetto alla posizione iniziale.
A guarigione avvenuta il moncone sarà più allungato ed utilizzabile per la sostituzione o preparazione del dente in questione.

A seguire un caso eseguito oggi su un premolare superiore:




Tra una settimana pubblicheremo le foto della guarigione!

lunedì 18 maggio 2015

SBIANCAMENTO DENTALE CON LAMPADE ALLO XENO

ildentistapordenone


LO SBIANCAMENTO DENTALE 

COME FUNZIONA:
LO SBIANCAMENTO AVVIENE GRAZIE AD UN PROCESSO DI OSSIDAZIONE TRAMITE L'APPLICAZIONE SUI DENTI DI UN GEL A BASE DI PEROSSIDO D'IDROGENO.
TALE SOSTANZA VIENE ATTIVATA A LASER RILASCIANDO RADICALI LIBERI CHE PENETRANO NELLO SMALTO ELIMINANDO LE MACCHIE.

COME SI PROCEDE:
  1. ABLAZIONE DEL TARTATO PROFESSIONALE: L'IGIENISTA DEVE ASSICURARSI TRAMITE UNA SEDUTA DI PULIZIA DEL TARTARO CHE NON CI SIA ALCUNA PRESENZA DI TARTARO O CIBO FRA I DENTI.
  2. DIGA DENTALE: PER LA PROTEZIONE DELLE GENGIVE SI INSERISCE DELLA DIGA DENTALE DI GOMMA. 
  3. APPLICAZIONE GEL: SI APPLICA IL GEL SBIANCANTE A BASE DI PEROSSIDO D'IDROGENO.
  4. LASER: I DENTI VENGONO IRRADIATI DAL LASER.
  5. POSA E RIMOZIONE: SI ATTENDONO POCHI SECONDI E SI TOGLIE IL GEL.
  6. RIAPPLICAZIONE GEL: A SECONDA DEL RISULTATO L'IGIENISTA DECIDE DI RIPETERE L'APPLICAZIONE FINO AD UN MASSIMO DI 3 STESURE DI GEL.

VANTAGGI
  • L'EFFETTO E' VISIBILE IMMEDIATAMENTE E MIGLIORA NEI GIORNI SUCCESSIVI
  • I RISULTATI SONO VISIBILI PER MOLTO TEMPO, SEMPRE A SECONDA DELLO STILE DI VITA DEL PAZIENTE (CAFFE', THE', SIGARETTE, SUCCHI...)
SVANTAGGI
  • CONTINUANDO A SBIANCARE ANCHE NEI GIORNI SUCCESSIVI AL TRATTAMENTO IN STUDIO, BISOGNA EVITARE CIBI E BEVANDE COLORATE E FUMARE.
  • NON POSSONO UTILIZZARE QUESTO TRATTAMENTO PAZIENTI CON PROBLEMI GENGIVALI, IN GRAVIDANZA O ALLATTAMENTO , DENTI IPERSENSIBILI.

lunedì 13 aprile 2015

COME EVITARE GLI IMPIANTI: prevenire e curare la malattia parodontale

LA MALATTIA PARODONTALE

È una malattia infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica. È indicata come malattia parodontale (o parodontopatia) perché colpisce il parodonto, cioè l’insieme di strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso.
Se non curata, l’infezione procede in profondità:
-la gengiva si allontana dal dente, creando tasche in cui i batteri si accumulano; il tessuto osseo viene distrutto;
-i denti perdono supporto e diventano mobili.
È opinione diffusa che contro questa malattia, un tempo chiamata piorrea, vi sia poco da fare e che sia normale esserne affetti se ne hanno sofferto i propri genitori.
In realtà i disturbi delle gengive e dell’osso sottostante possono essere prevenuti e controllati.

Come capire se si soffre di malattia parodontale

La malattia provoca sintomi molto scarsi e quindi può progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo in modo tale che il dentista possa intervenire tempestivamente. In particolare, non bisogna aspettare che compaiano i sintomi tipici della malattia avanzata (per esempio la mobilità dei denti) per farsi visitare.
I principali segnali che possono fare sospettare la presenza della malattia sono:
-gengive che sanguinano spazzolando i denti o mangiando cibi duri;
-Gengive arrossate, gonfie, retratte in tutta la bocca o solo su alcuni denti.

Fattori di rischio

Alcune malattie, come il diabete, e alcuni stili di vita, come il fumo, si associano con più frequenza alla comparsa della malattia.

Come si cura

È irrinunciabile, per il successo delle cure, il miglioramento dell’igiene orale ed è auspicabile l’abbandono di abitudini, come il fumo, che possono ridurre la possibilità di successo delle terapie.
I trattamenti parodontali possono essere di tipo chirurgico o non chirurgico, in base allo specifico quadro clinico. La detartrasi e la levigatura radicolare (cioè la rimozione della placca e del tartaro dai denti sopra e sotto il livello della gengiva) e la rimozione dei fattori irritanti locali (per esempio eventuali otturazioni non idonee) sono il fondamento irrinunciabile di ogni terapia parodontale.

Linee guida nazionali per la promozione della salute orale

e la prevenzione delle patologie orali in età adulta.


RACCOMANDAZIONE 1: praticare una buona igiene orale e possibilmente eliminare il fumo.

RACCOMANDAZIONE 2: ablazione del tartaro una volta all’anno, due volte se necessario
e controllo chimico della placca con collutorio.

RACCOMANDAZIONE 3: IN CASO DI MALATTIA PARODONTALE EFFETTUARE UNA DIAGNOSI COMPLETA , CHE CONSISTE DI ANAMNESI, ESAME OBIETTIVO LOCALE ED ESAMI RX E DI LABORATORIO.

RACCOMANDAZIONE 4: fornire/ricevere informazione, istruzione e motivazione per una corretta igiene orale.

RACCOMANDAZIONE 5: terapia meccanica costituita da trattamento meccanico sopra e sottogengivale
ed alle superfici radicolari in modo da ottenere una riduzione del sanguinamento, della profondità di sondaggio, ed un guadagno di attacco nelle tasche superiore ai 3mm.

RACCOMANDAZIONE 6: dopo un attenta valutazione della COOPERAZIONE DEL PAZIENTE (miglioramento del controllo di placca e dell’abitudine al fumo eventuale) e della risposta dei tessuti, intervenire con la terapia chirurgica. Obiettivo primario della terapia: instaurare una morfologia gengivale,ossea e dentale fisiologica. Indicazioni terapia: facilitare accesso alla pulizia, trattamenti ai siti con sondaggi residui maggiori di 4 mm, ripristino della dimensione biologica, trattamento alle forcazioni di I e II classe.

RACCOMANDAZIONE 7: terapia antibiotica, sistemica e/o topica.

RACCOMANDAZIONE 8: successivamente ala terapia causale e correttiva, inserimento in un sistema di richiami finalizzato alla prevenzione.
L’intervallo degli appuntamenti dipende dalla CAPACITA’ DEL PAZIENTE DI MANTENERE ADEGUATO LO STANDARD DI IGIENE CORRELATO ALLA FISIOLOGICA SPECIFICA.

CARTELLE PARADONTALI:

PRIMA E DOPO TRATTAMENTO DI LEVIGATURA RADICOLARE CON CURETTE





Rispetto alla prima cartella, si può notare un notevole miglioramente della situazione parodontale.
Le tasche superiori ai 3mm sono diminuite del 30%, il sanguinamento invece del 40%.
Anche il paziente si è dimostrato collaborativo, tant'è che la placca è diminuita notevolmente.
Tale collaborazione ed una buona riuscita dei trattamenti eseguiti in studio, ci hanno permesso di ottenere ottimi risultati senza dover intervenire chirurgicamente ma inserendo semplicemente il paziente in un sistema di richiami di controllo e pulizia del tartaro.

lunedì 24 marzo 2014

BAMBINI: LA VISITA DAL DENTISTA





La visita dal dentista

Prendersi cura dei denti è compito del singolo individuo e dell'odontoiatra di fiducia.
Il bambino si assume la responsabilità dei suoi denti negli intervalli di tempo tra le visite odontoiatriche usando in modo costante ed accurato lo spazzolino con un dentifricio al fluoro.
L'odontoiatra in collaborazione eventualmente con l'igienista dentale effettua visite di controllo periodiche per:
  • accertare la salute dei denti e delle gengive
  • diagnosticare problemi dentali
  • insegnare le procedure di igiene orale e verificarne l'applicazione 
  • controllare la corretta esecuzione
inoltre, se necessario:
  • curare le carie
  • pulire e lucidare i denti per rimuovere macchie e tartaro
  • applicare il gel al fluoro
  • fare radiografie panoramiche ed endorali
  • applicare sigillanti

lunedì 24 febbraio 2014

I DOLORI TEMPORO-MANDIBOLARI

I DOLORI TEMPORO-MANDIBOLARI

Con tale definizione si intendono i disturbi  caratterizzati dall'alterazione dell'articolazione temporo-mandibolare (cioè la giunzione fra osso temporale del cranio e mandibola) o dei legamenti e dei muscoli che la supportano e la fanno muovere. 
Si tratta di un'articolazione molto delicata, il cui allineamento deve essere perfetto per permettere una normale masticazione. Se questo allineamento si altera, i muscoli compensano con movimenti anomali che finiscono con il danneggiare l'articolazione.

Fra le possibili cause di sindrome temporo-mandibolare vi sono: il digrignamento notturno dei denti (bruxismo), i traumi della mandibola, della testa e del collo, la malocclusione, le otturazioni o le protesi dentarie eseguite male, l'artrosi dell'articolazione e la dislocazione articolare (alterata anatomia dei legamenti articolari).

La sindrome temporo-mandibolare è caratterizzata essenzialmente da una limitata e difficoltosa apertura della bocca. A volte la mandibola può bloccarsi in una determinata posizione e tutti i movimenti successivi (sbadigli, masticazione) producono uno scricchiolio e dolere improvviso. Possono inoltre comparire dolore (non solo a livello dell'articolazione ma anche al collo e al volto), cefalea, mal di denti, indolenzimento dei muscoli mandibolari, dolore interno a livello delle orecchie, vertigini e ronzii.

La diagnosi viene generalmente posta dal medico o dal dentista sulla base dei sintomi e dell'esame obbiettivo. Un esame radiografico dell'articolazione, la TAC, possono essere utili per identificare le cause della sindrome e per seguirne l'andamento.

Il trattamento del dolore che spesso accompagna la sindrome temporo-mandibolare può essere effettuato con FANS, mentre i miorilassanti possono aiutare a ridurre la tensione muscolare. 
Spesso è utile l'applicazione di un bite, specie nei soggetti che tendono a digrignare i denti.







IL DENTISTA PORDENONE