lunedì 7 novembre 2016

IL DENTE CARIATO!




LE CARATTERISTICHE DI UN DENTE CARIATO

  1. non gli piace il caldo
  2. non gli piace il freddo
  3. fa male quando "viene masticato"
  4. la gengiva intorno a lui sanguina appena lo guardi!!!!
  5. presenta delle cavità
  6. rompe il filo interdentale
  7. non è mai bianco, tende sempre al giallo o al grigio
  8. vi nasconde la placca ma la mostra davanti al dentista!

mercoledì 12 ottobre 2016

LE FACCETTE IN DISILICATO DI LITIO

FACCETTE IN DISILICATO DI LITIO

LE OTTIMALI PROPRIETA' MECCANICHE E L'ELEVATA RESISTENZA ALLA FRATTURA DEL DISILICATO DI LITIO CONSENTONO DI REALIZZARE DELLE FACCETTE ANCHE IN SITUAZIONI PIU' CRITICHE ED ESPOSTE A SFORZI CONTINUI COME SULLA ZONA DEI GRUPPI FRONTALI .
INOLTRE L'ASSENZA DI METALLO E LA POSSIBILITA' DI MODELLARE SIA LA FORMA CHE IL COLORE PERMETTONO DI RIPRISTINARE AL MEGLIO PROBLEMATICHE ESTETICHE CON INTERVFENTI VELOCI E MINIINVASIVI.

PRIMA:




 DOPO:











lunedì 6 giugno 2016

AUTODIAGNOSI DI GENGIVITE








Autodiagnosi di gengivite

La gengivite è un’infiammazione delle gengive che se non curata può portare allo sviluppo di parodontite nei soggetti suscettibili. Se diagnostica e trattata in tempo è completamente reversibile. Ecco perché è importante riconoscerne sintomi e segni clinici.

La gengivite è un’infiammazione delle gengive non associata a perdita delle strutture di attacco del dente (quali legamento parodontale, osso e, appunto, gengiva). Il fattore che fa nascere o esacerba questa infiammazione è la placca dentale, cioè l’insieme dei batteri che si accumulano sulle superfici dei denti.
Una gengiva clinicamente sana appare di colore rosa corallo, non gonfia e non sanguinante se stimolata da spazzolino o filo interdentale. Teoricamente, se un paziente fosse in grado di pulire perfettamente ogni area dei propri denti (esterna, interna e tra dente e dente) con procedure di igiene orale domiciliare corrette (spazzolino, scovolino, filo interdentale, agenti antiplacca) e regolari (almeno 3 volte al giorno), avrebbe una gengiva sana. Al contrario, un paziente che non pratica corrette procedure di igiene orale domiciliare presenterà sicuramente uno o più denti affetti da gengivite.

Perché la gengiva sana si infiamma?
I batteri presenti sulla superficie dei denti a ridosso della gengiva causano l’infiammazione della gengiva. Questa nasce inizialmente come con una dilatazione microscopica di piccoli vasi sanguigni. Questa fase dura per i primi 2-3 giorni di accumulo di placca dentale e raramente dà sintomi percepibili da parte del paziente. Il persistere della presenza di batteri per altri  giorni fa aumentare il numero di capillari presenti nella gengiva, consentendo un ulteriore aumento dell’infiammazione. I segni clinici ora possono essere apprezzabili: si può facilmente notare sanguinamento gengivale al passaggio dello spazzolino o del filo interdentale. Se la placca dentale non viene correttamente rimossa, le cellule dell’infiammazione accorrono ancora più numerose ed anche la struttura della gengiva si modifica, diventando gonfia ed edematosa e rossa. In questa fase il gonfiore gengivale è francamente visibile e le gengive diventano rossastre e sanguinano molto facilmente, talvolta anche spontaneamente. Tale infiammazione può colpire anche solo alcuni denti: in altre parole, si può avere una bocca pulita, ma avere gengivite, anche avanzata, solo in certi punti (quelli non puliti correttamente).

Perché è importante accorgersi di avere gengivite?
La gengivite, se curata, sparisce e le gengive guariscono senza esiti; se, invece, la gengivite viene lasciata progredire indisturbata, può portare allo sviluppo di parodontite. È, dunque, fondamentale diagnosticarla precocemente e trattare subito tale patologia.

Come accorgersi di essere affetti da gengivite?
Sanguinamento gengivale. Una gengiva sana non sanguina. Se spazzolando o passando filo o scovolino, correttamente e delicatamente, ci accorgiamo di avere sanguinamento, in quel punto vi è infiammazione gengivale.
Gonfiore delle gengive.  Se in qualche punto la gengiva è gonfia, è probabile che vi sia gengivite. Il gonfiore delle gengive è più difficile da notare, rispetto al sanguinamento, se non quando è molto spiccato o è nei denti anteriori (è difficile controllarsi la gengiva nei denti di dietro!). Spesso, però, il gonfiore è comunque associato al sanguinamento e, quindi, basta già il sanguinamento a costituire un segnale di allarme.
Rossore delle gengive. La gengiva infiammata tende a diventare rossastra. Questo segno è più difficile da notare rispetto agli altri, perché varia molto da soggetto a soggetto e, a meno che non sia un rossore intenso, raramente il paziente può percepirlo senza strumenti adatti, come una forte luce e lo specchietto del dentista.
Presenza di placca dentale.  La placca dentale può essere notata come una “poltiglia” biancastra sulla superficie del dente, altre volte la placca è così abbondante da macchiare il dente di un colore giallo-brunastro, altre volte ancora è associata alla presenza di tartaro. La presenza di placca o tartaro ci deve suggerire che ci possa essere gengivite e, dunque, di pulire  meglio le zone “sporche” e farsi controllare dal dentista o da un parodontologo.
Alitosi.  L’alitosi è causata per la maggior parte dei casi dalla presenza di placca ed infiammazione gengivale.

Note
La gengivite non dà dolore, è per lo più asintomatica, ecco perché per una diagnosi precoce è importante prestare attenzione ad alcuni segni clinici che la caratterizzano. Appena si sospetta di esserne affetti è bene consultare un odontoiatra e  seguire la terapia e le istruzioni di igiene orale domiciliare dello specialista. La gengivite, infatti, è reversibile e si può guarire  completamente.

Consigli pratici
Come in tutte le patologie, prevenire è meglio che curare. Quando si va dal proprio odontoiatra è bene seguire scrupolosamente i consigli su come spazzolare e pulire i propri denti. In caso compaiano segni di gengivite, recarsi immediatamente dal proprio specialista per farsi curare.

lunedì 16 maggio 2016

SCOVOLINO E COLLUTORIO. Perché usarli?

Scovolino?

Lo scovolino (o spazzolino interdentale) è uno strumento appositamente ideato per la rimozione della placca batterica dagli spazi interdentali.
È particolarmente efficace negli spazi interdentali sufficientemente ampi per il suo inserimento. In tali situazioni lo scovolino garantisce una capacità di detersione superiore a quella del filo interdentale, con una maggiore facilità di impiego.
Lo scovolino va utilizzato con movimenti ripetuti di va e vieni nella zona interessata e accedendo sia dall’aspetto vestibolare (esterno) che da quello linguale (interno) dello spazio interdentale.
La scelta della misura dello scovolino deve essere adeguata a questo spazio. Lo scovolino deve passare esercitando una certa frizione sulle superfici dentali, per garantirne adeguata detersione.

A cosa serve fare gli sciacqui con il collutorio?

I collutori non sostituiscono una corretta tecnica di spazzolamento dei denti.
Esistono tuttavia diverse tipologie di collutori, quelli comunemente definiti da banco e presenti anche nei supermercati, possono essere utili come strumenti di prevenzione della carie dentaria.
I collutori che richiedono una prescrizione medica e hanno una più specifica azione antibatterica parodontale, sono di solito utilizzati per brevi periodi legati alla impossibilità di praticare le normali tecniche di spazzolamento dei denti.
Questi ultimi possono avere effetti collaterali sgradevoli se usati continuativamente per lunghi periodi.

mercoledì 11 maggio 2016

L'ALITO CATTIVO



L'alito cattivo


Questo disturbo può interessare chiunque (bambini, adulti, anziani) e può essere un motivo di disagio, specie nei rapporti interpersonali. 
Nella maggior parte dei casi l'alito cattivo è legato a cattive condizioni della bocca o ad abitudini che possono essere corrette.

L'alito cattivo è un disturbo che spesso può essere trattato con successo.

Se dipende dalla bocca:

Igiene orale. La pulizia accurata dei denti è essenziale per evitare l’alitosi. Un’igiene scarsa non allontana i residui alimentari e favorisce l’accumulo di una sottile pellicola (placca batterica) sulle superfici dei denti, delle gengive e della lingua. I batteri utilizzano queste sostanze e producono composti che sono la causa principale del cattivo odore.

Saliva. L’azione della saliva è importante per mantenere una bocca pulita, quindi tutte le condizioni che determinano la bocca secca (xerostomia) favoriscono l’alitosi.

Malattie orali. Tutte le patologie che colpiscono il cavo orale (gengiviti, parodontiti, carie estese, malattie della mucosa) aumentano l’alitosi. È quindi necessario mantenere in buona salute la propria bocca controllando periodicamente con il dentista lo stato di denti e gengive.

Altre cause. Otturazioni, apparecchi ortodontici e protesi difficili da pulire, favoriscono l’accumulo della placca e possono causare alitosi.
Alitosi da fattori esterni:

Alimenti. Aglio, cipolla, porri e alcune spezie possono causare odori sgradevoli nell’alito fino a 72 ore dopo la loro assunzione.

Alcol. Le bevande alcoliche sono una causa comune di alitosi.

Fumo. L’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteristico e persistente, in parte dovuto a composti volatili solforati.

Se non dipende dalla bocca:
Talora l’alitosi può essere causata da patologie infiammatorie come le sinusiti e le tonsilliti. Anche alcune malattie bronchiali e gastriche possono determinare un alito cattivo.



L’intervento del dentista
Quando si soffre di questo disturbo la cosa migliore da fare è parlarne con il dentista che potrà individuare le cause del cattivo odore e aiutare a risolvere il
problema spesso semplicemente con sedute di igiene orale.

Consigli pratici
Se non ci sono cause particolari, per evitare l’alito cattivo è sufficiente seguire alcuni semplici accorgimenti:
spazzolare bene i denti, pulire gli spazi tra i denti con l’apposito filo, spazzolare la lingua;
evitare di mangiare cibi che causano un cattivo odore dell’alito (aglio, cipolla e simili);
non fumare sigarette, sigari o pipa.
Consultare il medico generico per le cause di alitosi non di pertinenza del cavo orale.

martedì 10 maggio 2016

PARODONTITE E GRAVIDANZA





PARODONTITE E GRAVIDANZA

Una donna in dolce attesa è più esposta ad avere infiammazione delle gengive. La presenza di parodontite in gravidanza, inoltre, sembra aumentare il rischio di parto prematuro. Ecco perché è importante che una futura mamma curi le proprie gengive.

Le alterazioni ormonali, tipiche della gravidanza, causano nelle gengive un aumento della tendenza ad infiammare. Esistono, infatti, diverse patologie gengivali che colpiscono le donne in gravidanza. Una di queste è la “gengivite associata alla gravidanza”, caratterizzata da una spiccata infiammazione gengivale, anche quando vi è poca placca dentale attorno ai denti. Tale gengivite inizia in genere dal secondo o terzo trimestre di gestazione e regredisce dopo il parto. Ecco perché durante il periodo di gestazione è bene sottoporsi a visite di controllo periodiche dal proprio dentista.

Un’altra forma di infiammazione gengivale che può insorgere durante la in gestazione è il “granuloma piogenico” (o epulide gravidica). Questo compare all’improvviso e si presenta come una massa protuberante, a forma di fungo, rossastra, localizzata in genere tra i denti, più frequentemente nell’arcata superiore. Questa massa sanguina molto facilmente se irritata (come per esempio durante lo spazzolamento) e può comparire in qualsiasi momento della gravidanza. Anche il granuloma piogenico tende a regredire  dopo il parto. Ancora una volta, il modo più efficace di prevenire le complicanze di questa condizione è effettuare visite periodiche presso il proprio dentista. Se il granuloma dovesse rimanere presente anche dopo il parto, può esserne indicata l’asportazione chirurgica.

Sfortunatamente però alcuni casi di gengivite gravidica evolvono in parodontite gravidica. E’ pertanto gestire correttamente il sanguinamento gengivale in gravidanza perché potrebbe essere segno premonitore di una patologia più complessa.

Inoltre, molti studi hanno dimostrato che essere affetti da parodontite durante la gravidanza può comportare il rischio di parto pre-termine. Il parto pre-termine o prematuro è la nascita del neonato tra la 22° e la 37° settimana di gestazione (il normale periodo di gestazione, invece, è compreso tra le 37 e le 40 settimane). Questo è un evento frequente anche nei paesi sviluppati (circa il 10% delle gravidanze), che si associa, purtroppo, ad un alto rischio di complicanze per il nascituro.

Molte condizioni predispongono al parto pre-termine, come un’età molto giovane della mamma, l’etnia, gestazioni multiple, consumo di alcool e fumo di sigaretta, stress, ma anche la presenza di infezioni batteriche (in qualsiasi distretto del corpo della gestante). Qualsiasi infezione, infatti, che comporti  la presenza nel sangue di batteri o di sostanze rilasciate dai batteri stessi (batteriemia) fa sì che i tessuti della placenta ricevano, attraverso il circolo ematico, tali sostanze infette. Ciò comporta un’infiammazione che porta all’induzione di doglie anzitempo.  Non è un caso, dunque, se esiste un’associazione tra presenza di parodontite nella mamma e parto prematuro.

E’ dunque consigliabile che ogni gestante si sottoponga ad una visita presso il proprio dentista per valutare lo stato delle proprie gengive. Se si dovesse scoprire di essere affetti da parodontite o gengivite è bene sottoporsi a cure, non solo per la salvaguardia dei propri denti, ma anche probabilmente per quella della salute del bambino.

È ovvio che in stato di gravidanza le cure odontoiatriche devono essere eseguite limitandone al minimo l’invasività e l’uso di farmaci (ad esempio anestetici o antibiotici), specie nel primo trimestre di gestazione. È, quindi, consigliabile farsi visitare e trattare per la parodontite prima di affrontare una gravidanza. Nel caso di patologia comunque si preferisce trattare la futura mamma nel secondo trimestre.

 Note

Durante la gravidanza è facile essere soggetti ad una maggiore infiammazione gengivale. Se si è gravide e si sa o si sospetta di essere a rischio di parodontite, è bene sottoporsi a cure presso il proprio dentista..



Consigli pratici

Una mamma col pancione o un aspirante mamma è bene che si sottoponga a visite periodiche di controllo prima e durante la gravidanza per controllare meglio la propria salute orale e la salute del nascituro.